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2 06 2015

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(Grazie a Storie di un Laboratorio di Informatica)





Recensione “Astonishing X-Men: Ghost Box”

26 11 2011

X-Men Deluxe 168 Nel primo ciclo di Astonishing X-Men sceneggiato da Warren Ellis e splendidamente illustrato da Simone Bianchi, assistiamo a un thriller genetico le cui vicende scaturiscono dal ritrovamento del cadavere di un mutante. Dagli appunti del mutante morto e dalle analisi del suo D.N.A., creato artificialmente e con tre set cromosomici in luogo dei canonici due, gli X-Men deducono che ci sia una guerra segreta in corso fra due fazioni di mutanti con genoma mutante sintetico. L’azione si sposta quindi da San Francisco (dove al tempo avevano la loro base e dimora gli X-Men) all’ Indonesia, per la precisione a Chaparanga, il cimitero delle astronavi, città con ogni probabilità ispirata alla realmente esistente Guiyu, in Cina, la cui economia è basata sul riciclo dei componenti elettronici che vi vengono importati illegalmente e il cui ambiente è stato riplasmato in maniera disumana dalle migliaia di rifiuti high-tech ammassati senza la minima sicurezza, esattamente come appare nel fumetto, relitti di astronavi a parte. Qui gli X-Men trovano l’assassino del mutante triploide, e la storia, da “semplice” thriller genetico, comincia ad assumere un tono da hard science fiction: il mutante rivale di quello che hanno trovato ucciso, messo alle strette dai nostri, preferisce suicidarsi piuttosto che rivelargli il suo scopo e quello del macchinario con cui l’hanno trovato ad armeggiare. Il suo genoma, prontamente analizzato dagli X-Men, rivela che è un mutante diploide (ovvero, con due set cromosomici) ma con il gene x in una posizione anomala. Contattata Abigail Brand, la direttrice dello S.W.O.R.D., organizzazione che fa da cuscinetto fra la società umana e le xenoculture di altri mondi, gli X-Men scoprono che lo strano cubo metallico è una porta d’accesso per altri universi: una Ghost Box, la cui tecnologia è stata sviluppata in varie realtà alternative e il cui utilizzo prolungato si è dimostrato letale per quei mondi, portando a una degenerazione dello spazio-tempo

Warren Ellis ignora volutamente, come già fece Grant Morrison con i suoi New X-Men, il resto del pantheon degli eroi Marvel non mutanti, nonostante una minaccia del genere avrebbe reso più che plausibile un consulto con eroi avvezzi ai viaggi dimensionali come i Fantastici Quattro, ma questo non rende forzate e irrealistiche le modalità d’azione degli X-Men, dato che dall’annullamento dei poteri della quasi totalità dei mutanti e i successivi attacchi da più direzioni alla loro sempre più esigua comunità, l’ansia di Ciclope di avere tutto sotto (il suo) controllo, ha raggiunto un climax difficilmente anche solo immaginabile quando era un sedicenne ancora insicuro del suo ruolo di leader degli uomini-X.

Altro discorso invece l’invenzione narrativa di Chaparanga, che arricchisce non poco il già variegato quadro geopolitico della Marvel, ma pone un problema non irrilevante: tra tanti supercriminali, supereroi e avventurieri che nel tempo hanno avuto necessità di solcare lo spazio, perché in tutti questi anni non sono andati a rifornirsi lì, rabberciando alla bell’e meglio una astronave con i vari scarti? La memoria torna inevitabilmente al maxi-crossover di alcuni anni fa, Maximum Security, dove la Terra per un breve periodo è stata coartata da un consiglio composto dalle razze di ben otto galassie come prigione per miglia di criminali alieni

Qualcuno potrebbe affermare che proprio il succitato crossover ci mostra però come anche l’invenzione dello S.W.O.R.D., ereditata dalla precedente, geniale gestione di Joss Whedon, non funzioni a livello di continuity, dato che una tale ingerenza dei poteri galattici negli affari terrestri non poteva essere certamente ignorata da un’ organizzazione che esiste per salvaguardare il pianeta da alieni ostili. Oppure no? Si è visto infatti che il mantenere buoni rapporti diplomatici fra la Terra e le varie razze extraterrestri è lo scopo principale di questa organizzazione, quindi non è difficile immaginare che l’agente Brand abbia dovuto fare buon viso a cattivo gioco…

In realtà non ha molto senso porsi queste domande, visto che è evidente che sono delle retconizzazioni (ovverosia una riscrittura del passato), e che paradossalmente non sono loro a “doversi giustificare” ma il passato che deve essere implementato di nuovi particolari o addirittura sbugiardato! Gli esempi in tal senso non mancano, basti pensare alla miniserie Alias e alla sua protagonista Jessica Jones, a Secret Invasion, alla mini X-Men: Genesi Letale e agli Illuminati.

Perfino Gli Eterni di Jack Kirby rientrano fra questi, dato che originariamente non dovevano appartenere alla continuity Marvel e addirittura la contraddicevano in più punti.

Questa prima saga del nuovo corso di Astonishing X-Men brilla, oltre che per i tipici riferimenti Ellissiani a teorie scientifiche ardite di cui ama infarcire le sue opere –cosa che rende questa saga decisamente consigliata a chi apprezza il telefilm Fringe– per i suoi caustici dialoghi, oltre che per la rara capacità dello scrittore di citare con naturalezza eventi del passato degli X-Men senza risultare pedante.

La saga principale di Astonishing X-Men: “Ghost Box” si snoda nei numeri di X-Men Deluxe dal 168 al 170 e dal 173 al 175, mentre nei numeri 171-172 si trovano dei What If sulla vicenda, che mostrano cosa sarebbe successo se i protagonisti della vicenda avessero fatto scelte diverse.

I primi due capitoli della miniserie sono inoltre usciti su un volume per il circuito delle fumetterie, X-Men: Ghost Box Limited Deluxe Edition, con le superbe tavole di Simone Bianchi in bianco e nero e mezzatinta come erano prima della colorazione, e ricco di sketch, bozzetti e dietro le quinte sul lavoro di questo grande artista italiano.

 

Curiosità

La città di Guyu, chiara ispiratrice della città di Chaparanga creata da Warren Ellis, viene mostrata nel videoclip dei Planet Funk “Stop Me”, ideato dal poliedrico Mauro Uzzeo.





Recensione «L’Invincibile Iron Man: La nuova età del ferro» di Matt Fraction, Salvador Larroca, Carmine Di Giandomenico, Kano & Nathan Fox, su «Iron Man & I Vendicatori» 42

24 11 2011

Storia celebrativa dei 500 numeri di «The Invincible Iron Man» ambientata tra presente e (ipotetico?) futuro, brilla non tanto per la trama principale, seppur pregevole, quanto piuttosto per la ridefinizione del rapporto Tony Stark/Peter Parker. I buoni rapporti fra i due, cominciati sulla testata «New Avengers» di Brian Michael Bendis quando Peter è entrato nei Nuovi Vendicatori e meglio definiti da J. Michael Straczynski su «The Amazing Spider-Man», che ha creato fra i due una sorta di relazione padre-figlio, sono purtroppo degenerati durante «Civil War», quando Peter scelse di cambiare barricata durante la guerra civile fra supereroi, mettendosi contro Tony, fautore dell’atto di registrazione, e soprattutto quando May, la zia di Peter Parker, fu ferita da un criminale assoldato da Kingpin, che aveva deciso di colpirlo negli affetti più cari approfittando del fatto che Peter aveva incautamente rivelato la sua identità segreta al mondo per appoggiare Tony!
Questo allora. Adesso le cose sono molto cambiate per entrambi: Tony Stark non ricorda completamente gli ultimi mesi, sia perché vittima di gravi traumi infertigli da Norman Osborn durante la saga «Assedio» che per aver usato il suo cervello alla stregua di un supporto hard-drive, formattando il suo cervello per salvaguardare dati che avrebbero messo in pericolo la sicurezza nazionale, per poi re-installare la sua personalità con i suoi ricordi, seppur con alcune lacune. In quanto a Peter, solo lui e pochi altri ricordano il suo outing in mondovisione, grazie al Dottor Strange, Reed Richards e allo stesso Tony, che hanno rimosso da memoria umana (compresi loro stessi) e da qualunque supporto di memorizzazione l’identità di Peter, similmente a come accadde con Sentry anni fa. Considerando il particolarissimo background di Tony e Peter, vedere questi due personaggi interagire porta alla mente i protagonisti dei romanzi e racconti di fantascienza di Philip K. Dick, che si muovono in un mondo paranoico dove il fatto di ricordare una cosa non vuole dire che essa sia avvenuta davvero e viceversa.

Tornando alla storia, proprio i vuoti di memoria di Tony lo costringono a chiedere aiuto a Peter, per determinare lo scopo di un’arma che stava progettando quando Peter lavorava per lui. All’inizio Peter è riluttante anche solo ad ascoltare Tony, a differenza del quale ricorda benissimo i loro drammatici trascorsi (sottotesto apprezzabile in pieno solo da chi conosce la continuity degli ultimi anni), ma decide comunque di aiutarlo. Da qui la trama prosegue su due linee narrative parallele: una ambientata nel presente, e l’altra ambientata in un futuro distopico. Vediamo Peter nel presente che aiuta Tony a capire l’uso dell’arma e a trovare le persone che ne hanno trafugato i progetti e che stanno cercando di costruirla, mentre quarantuno anni nel futuro vediamo la Terra semidistrutta e completamente assoggettata al Mandarino, e Tony Stark suo schiavo.
In questa storia è Peter Parker ad essere determinante nell’aiutare Tony Stark e non il suo alter ego Spider-Man, che addirittura si dimostra quasi superfluo nell’aiutare Iron Man durante il combattimento con i terroristi che hanno trafugato i suoi progetti. D’altronde Tony stesso, prima che i loro rapporti divenissero tesi, aveva detto a Peter che in talune occasioni sarebbe stato più d’aiuto con la sua brillante mente da scienziato che non tirando pugni con una calzamaglia colorata, e i fatti sembrano dargli ragione, soprattutto considerando gli eventi di là da venire per Tony nell’orribile futuro qui presentato e l’importanza vitale di un suggerimento di Peter, grazie al quale Tony e i suoi futuri figli, seppur a carissimo prezzo, riusciranno ad evitare l’armageddon.

 

Lo scrittore Matt Fraction si dimostra molto attento alla continuity (come palesato nell’albo allegato a «Iron Man & I Vendicatori 42», «Iron Man.1»), inquadrando gli eventi di questa storia dopo l’assunzione di Peter Parker alla Horizon Labs da parte di Max Modell (su «Spider-Man 565») grazie all’intercessione della ora defunta Marla Madison-Jameson, la moglie di J.Jonah Jameson.

A livello grafico, dei quattro disegnatori (Salvador Larroca, Carmine Di Giandomenico, Kano e Nathan Fox) i più incisivi sono Salvador Larroca e il nostrano Carmine Di Giandomenico, che rispettivamente hanno disegnato le tavole ambientate nel presente con Spider-Man e quelle nel futuro con il Mandarino e Iron Man. Di Giandomenico, in particolare, ha reso splendidamente la figura del Mandarino, qui raffigurato con un carisma eccezionale e odioso come non mai.

La storia «L’età del ferro» è uscita su «The Invincible Iron Man 500», ed è stata pubblicata in Italia da Panini Comics  nell’albo di «Iron Man & I Vendicatori» n.° 42, ordinabile qui.





Iron Man & Gli Oscuri Vendicatori 28

15 07 2010

Siamo vicina alla conclusione della lunga saga L’uomo più ricercato del mondo per Iron Man, con l’episodio e mezzo di Matt Fraction e Salvador Larroca presenti in questo numero (la seconda metà di Invincible Iron Man 17 e il numero 18) che fa da preludio al gran finale del mese prossimo. Nel resto dell’albo continuano le avventure di Oscuri e Potenti Vendicatori.

Nell’elivelivolo HAMMER viene intercettata la mail che Tony ha mandato a Maria Hill mentre si dirigeva in Afghanistan, dove viene abbattuto da dei guerriglieri. A New York, Maria Hill e la Vedova Nera sono catturate dalle truppe di HAMMER proprio poco prima di incontrare Capitan America, mentre sull’elivelivolo HAMMER Osborn interroga Madame Masque, che le dice di aver ucciso Pepper Potts e di aver recuperato l’armatura Rescue, ma di non essere riuscita ad evitare che Tony Stark fuggisse.

In Afghanistan Tony riesce a raggiungere il suo ultimo laboratorio segreto, la vecchia base talebana dove è stato imprigionato ed ha creato la prima armatura di Iron Man. Mentre cerca di far partire quella vecchia armatura (l’unico modello alla portata della sua mente in deterioramento), viene sorpreso da due ragazzini, che gli intimano di produrre armi per loro. Nel frattempo a New York, all’interno della Torre dei Vendicatori, Madame Masque raggiunge Maria Hill nella sua cella, e la libera rivelando di essere in realtà Pepper Potts. La vera Madame Masque è rinchiusa dentro l’armatura di Dinamo Cremisi che HAMMER sta studiando, come scopre Victoria Hand quando la aprono. In Afghanistan, Tony fa scappare i ragazzini ed attiva la sua prima armatura, ma così facendo genera un’energia tale che viene individuato da HAMMER. Non appena scopre la posizione, Norman Osborn indossa l’armatura di Iron Patriot e parte alla caccia, mentre Pepper Potts attiva l’armatura di Rescue che rilascia un virus nel sistema di HAMMER…

Gli Oscuri Vendicatori, sulle pagine di Dark Avengers 11, proseguono il loro confronto con Molecola, ma non prima di aver dato uno sguardo al passato di Victoria Hand, scoprendo che in passato un suo reclamo a Nick Fury sul metodo intrapreso nella lotta al terrorismo le costò il trasferimento e la fine della sua storia con una collega. Nel presente, Molecola si confronta con Norman Osborn, attorniato dai suoi costrutti che rappresentano entità come l’Arcano, Mefisto, l’Incantatrice e Zarathos. Dopo aver discusso con Osborn, lo mette faccia a faccia con i suoi incubi: Norman si ritrova vestito da Uomo Ragno sul ponte di Verrazzano, al cospetto di una Gwen Stacy incinta dei suoi figli, prima di cadere al posto di lei… Molecola affronta poi un Sentry sofferente, facendolo esplodere una seconda volta, prima di liquefare l’Uomo Ragno, vaporizzare Miss Marvel, tramutare in arbusto Wolverine ed in statua Ares. Molecola ha la situazione in pugno, quando Victoria Hand si para davanti a lui e si arrende, in nome degli Stati Uniti… Leggi il seguito di questo post »





Thor & I Nuovi Vendicatori 136

14 07 2010

Nuovo numero della testata che vede tra gli assenti il serial del dio del tuono (ma riprenderà nel prossimo numero) e due episodi dei Nuovi Vendicatori, insieme all’esordio del serial in sette episodi della Donna Ragno.

Nelle storie dei Vendicatori, tratte da New Avengers 58/59, riprendiamo esattamente da dove ci eravamo interrotti nel numero precedente: Luke Cage, vittima di una crisi cardiaca, si consegna agli Oscuri Vendicatori di Osborn, mentre i Nuovi Vendicatori ne approfittano per scappare dalla clinica dell’Infermiera di Notte, con Ms. Marvel che attira lontano Iron Patriot prima di colpirlo in aria mentre gli altri Nuovi Vendicatori riescono a fuggire attraverso le fogne. Una volta arrivati all’appartamento di Capitan America, devono dare la brutta notizia alla moglie di Luke, Jessica, la quale in lacrime vuole andare a liberarlo, ma viene bloccata da Ms. Marvel che le dice che hanno un piano… Mentre Hood ritorna a New York e scopre dell’ammutinamento della sua gang guidata da Jonas Harrow, Osborn convoca lo stesso Arrow per riuscire ad operare Luke nonostante la sua pelle impenetrabile.

Il piano dei Nuovi Vendicatori lo scopriamo nel secondo episodio: mentre Capitan America, l’Uomo Ragno, Ronin, la Donna Ragno e Ms. Marvel compiono un’azione diversiva, attaccando Camp Hammer in New Mexico, sede dell’Iniziativa, un gruppo di eroi amici di Cage (la Cosa, Iron Fist, Hellcat, Dottor Voodoo, Misty Knight, Valchira e Dottor Strange) attacca l’elivelivolo di HAMMER liberando Luke, mentre Iron Patriot e gli altri Oscuri Vendicatori accorrono in aiuto di Taskmaster in New Mexico, arrivando però troppo tardi per intercettare Ronin e compagnia. Luke può quindi riunirsi ai suoi compagni, seppur convalescente per l’operazione subita, ma scopriamo che Osborn gli ha impiantato una cimice vicino al cuore…

Dopo innumerevoli numeri in cui l’azione latitava, con gli ultimi episodi Brian Micheal Bendis ha deciso di recuperare il tempo perduto, imbastendo una serie di storie in cui l’azione la fa da padrona. I disegni di Stuart Immonen comunque sono ottimi sia per quanto riguarda le scene d’azione (la sequenza dell’attacco di Ares nelle fogne è superba) che nell’accompagnare i dialoghi con dei volti estremamente espressivi. Leggi il seguito di questo post »





Gli Oscuri X-Men (Comics U.S.A. 42)

13 07 2010

Volume che raccoglie l’intera miniserie in 5 numeri Dark X-Men, che vede in azione il gruppo mutante assemblato da Norman Osborn durante la saga Utopia. Dopo gli eventi di CUSA 41 del gruppo originario, in seguito ai “tradimenti” di Emma Frost, Namor e Cloak & Dagger ed al ritorno di Daken con i Vendicatori Oscuri, sono rimasti solo Mystica (che ora assume le sembianze della defunta Jean Grey), Mimo, Omega e Bestia Nera. Questo improbabile gruppo viene mandato da Osborn ad indagare su uno strano fenomeno verificatosi in California: un gruppo di persone cadute in trance che ripetevano “Io sono un X-Man”. Una volta che arrivano sul posto e interrogano con uno dei reduci dell’esperienza, un’enorme energia mutante sovraccarica Omega facendolo impazzire, mentre nella sala una presenza che chiama Mystica “mamma” si materializza, attaccando Bestia Nera. Una volta che l’energia si compone, appare Nate Grey, X-Man.

Il figlio nato in provetta di Scott Summers e Jean Grey nella realtà parallela de l’Era di Apocalisse si era dissolto per il mondo su MMIX 40, per salvare l’umanità da un mietitore alieno. Ora si è ricomposto e riconosce sua “madre” nel travestimento di Mystica, mentre Mimo assorbe il suo potere precognitivo e vedendo il suo futuro (in cui uccide la famiglia che si sarà creato non riuscendo a controllare i suoi poteri) impazzisce. Nate però non riesce a mantenere a lungo la sua forma e si dissolve di nuovo, privando così Omega e Mimo dell’energia che li aveva fatti impazzire. A rapporto da Osborn, gli X-Men ricevono l’ordine di catturare Nate Grey allo scopo di usarlo per alimentare la Macchina Omega, il macchinario creato da Bestia Nera per assorbire le energie mutanti.  Per questo scopo tentano, attraverso la divisione telepati dell’HAMMER, guidata dal dottor. Jarl, di “evocare” Nate, ma questi prosciuga di ogni energia psichica i sensitivi, e legge nella mente di Jarl tutto quello che è successo al mondo dalla sua “morte” (la decimazione dei mutanti, la guerra civile, l’invasione Skrull, l’ascesa al potere di Osborn…). Furioso, riprende una volta consistenza e decide di attaccare direttamente Norman Osborn.

Nate da così l’assalto alla Torre dei Vendicatori, sconfiggendo facilmente Venom e affrontando quindi il resto dei Vendicatori, mentre gli X-Men corrono in soccorso ma si fermano prima di intervenire. Nate riesce ad instillare il dubbio nella mente di Sentry, dicendogli che si ricorda di lui e di quando lavoravano in coppia, causando così la fuga del Guardiano Dorato dalla battaglia. Quando i Vendicatori attaccano, anche gli X-Men si uniscono alla battaglia, ma Mimo salva Nate da Bullseye perché vuole vedere nuovamente il suo futuro. Ares però riesce a stendere Nate, il quale esplode in un’onda di energia, lasciando dietro di sé uno scheletro carbonizzato. Mentre portano via i resti, Mystica è però dubbiosa, e poco dopo fa irruzione nell’ufficio di Osborn intimandogli di rimuovere la bomba all’interno della sua testa che la mantiene al suo servizio, dal momento che ha capito che è in realtà Nate Grey che ha posseduto il corpo del direttore di HAMMER. Leggi il seguito di questo post »





Devil & Hulk 163

9 07 2010

Continua la saga Codice Rosso per l’Hulk Rosso, mentre Banner e Skaar incontrano Wolverine e Daken, Devil prende confidenza con il ruolo di leader della Mano e She-Hulk si scontra con le forze del generale Ryker.

Nella storia tratta da Hulk 16 ritroviamo Hulk Rosso, accecato da Wolverine, al cospetto della nuova arrivata She-Hulk Rossa. la quale, mentre combatte con Wolverine, afferma di aver ucciso Domino, Elektra ed anche Jennifer Walters, la “vecchia” She-Hulk. Lo scontro tra i gruppi continua e mentre il Punitore, Thundra e Deadpool combattono Wolverine e Arcangelo, Rulk e She-Rulk si allontanano dallo scontro, scappando nelle fogne, mentre un misterioso individuo blocca Wolverine impedendogli di inseguirli ma intimandogli di ritrovare Domino ed Elektra. Mentre sono nelle fogne, i due forzuti si parlano e, nonostante ognuno mantenga il segreto sulla sua vera identità, sembra che She-Rulk conosca Rulk e che avesse un qualche rapporto con lui. Improvvisamente però Rulk viene attaccato da She-Rulk e sorpreso dall’arrivo di Thundra, del Punitore e di Deadpool, tutti agli ordini del misterioso personaggio che parrebbe aver organizzato tutta la vicenda: Doc Samson.

Storia abbastanza noiosa di Loeb, con le solite interminabili scazzottate e con il tentativo, riuscito male, di dare un po’ di spessore a Rulk, molto difficile senza rivelare la sua identità. Nelle fogne Rulk racconta una favola orientale a She-Rulk, cosa che trovo francamente senza senso il quel frangente. Ma almeno così offre l’opportunità di rappresentarla a Ian Churchill, che continua a fare un buon lavoro.

Wolverine è ospite anche dell’episodio tratto da Incredible Hulk 603, dove viene picchiato da Skaar nella fumetteria di Arlington dove il giovane figlio di Hulk e Banner si trovano. Dopo averlo steso, Skaar scappa via e arriva in un bar dove si trova Daken, il figlio di Wolverine, che, dopo una breve lotta gli offre di entrare nei Vendicatori di Osborn. I due dialogano osservati a distanza dai rispettivi padri, ma quando Skaar torna alla sua forma di bambino e chiede a Daken di ucciderlo, Banner lancia letteralmente Wolverine in mezzo alla mischia. Nella rissa che segue Daken sta per uccidere Skaar (Banner non sapeva che il metallo della spada di Muramasa legato ai suoi artigli blocca il fattore rigenerante di Skaar) quando Banner punta una pistola alimentata dall’Antico Potere alla testa di Wolverine, facendo desistere Daken dal suo proposito. Skaar e Banner quindi si allontanano, osservati dal Capo… Leggi il seguito di questo post »